Diario di un viaggio nell’Oscurità (I)

Quando la tua vita è appesa a un filo, è proprio la tua vita che ti scorre davanti agli occhi come un film.

Quando la tua vita è appesa a un filo, è proprio la tua vita che ti scorre davanti agli occhi come un film.
Oggi ho visto una scena orribile.
Esterno giorno.
Il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano è un’esperienza incredibile, che vale un viaggio.
Una corrispondenza di Andrea Tartaglini. Potrebbe essere il "nostro" inviato in California, solo che, come tutte le persone veramente autonome e creative, si è inviato da solo.
Stamattina ho usato un dopobarba di quelli cremosi, molto gradevole.

"Per il consenso serve la paura", ci insegna Francesco Cossiga. E spiega che i manifestanti vanno lasciati fare sperando che facciano casino o, meglio, qualche vittima (magari con l’aiuto di qualche agente ben infiltrato nei cortei). Poi, prosegue, "farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti".
Mi si è accapponata la pelle, perché questo solo in apparenza è delirio di un vecchio.
Questa in realtà è una confessione, resa possibile dal cedimento senile della diga neuronale che finora ha confinato cose del genere nell’alveo del "si fa ma non si dice".
Mi si è accapponata la pelle perché quando, seguendo questa infame scuola di pensiero, ammazzarono Giorgiana Masi, io c’ero.
Il 12 maggio 1977 ci doveva essere un concerto a Piazza Navona indetto dai radicali (allora come oggi persone pacifiche per principio). Come al solito era vietato (tutto era vietato in quel periodo), ma eravamo tutti convinti che il permesso sarebbe arrivato all’ultimo momento. Accadeva spesso: un modo come un altro per boicottare le iniziative non gradite.
Nei programmi doveva essere una festa…
Per Google Street la privacy è una cosa seria.

Apparentemente Halloween è l’unica festività importata. Importata dagli Stati Uniti.
Ma ecco che la Lega contesta: Halloween sarebbe una festa padano-celtica (probabilmente aveva anche un altro nome), passata per l’Irlanda e diffusa negli Usa dagli immigrati.
Per fermare questa spirale di rivendicazioni bisogna tirare fuori la verità.
Eccola…
A Seui, in Barbagia (dove guarda caso sono nato un po’ di tempo fa), si celebra da secoli Su Prugadoriu (il Purgatorio), proprio la notte del 1 novembre.
Guarda caso, questa celebrazione prevedeva tra l’altro, che i bambini girassero per le case per ricevere doni in suffragio delle anime dei defunti.
Doni sotto forma di cibo: formaggio, castagne, olive o quel che c’era (altro che dolcetti che ingrassano e fanno venire la carie).
E c’era un’altra tradizione, rigorosamente rispettata: da quella data chiunque poteva entrare nei castagneti privati e raccogliere tutto quello che trovava (ovvero: che era avanzato dopo il passaggio dei legittimi proprietari). Si trattava di una indispensabile forma di redistribuzione del reddito (da cui per alcune famiglie poteva dipendere se superare o meno l”inverno)…
Ancora oggi, Su prugadoriu si festeggia con l’apertura, per tre giorni, delle antiche botteghe nella parte più antica del paese, dove viene offerto ai passanti tutto quello che produce la tradizione enogastronomica locale.
Spero che questa rivelazione ponga fine, una volta per tutte, alle mille polemiche sull’origine di Halloween…
Perché mi piace tanto andare "sotto"?
Il fascino dell’ignoto? Il brivido del pericolo? L’idea di superare sensazioni claustrofobiche del tipo "non riuscirò mai a ficcarmi là dentro"? Il ritorno al seno materno con annesso trauma della nascita?
Di tutto un po’… ma c’è soprattutto il piacere di scoprire la faccia nascosta.
Di chi?
Di Roma, innanzitutto (dove esistono almeno due città, una sopra l’altra), ma anche di noi stessi: le radici della civiltà unite a quelle dell’inconscio.
Domenica scorsa per esempio, siamo andati a Vicovaro ("Ah… Vicovaro Mandela!" ha esclamato un amico citando il cartello autostradale, come se parlasse del fratello minore del grande Nelson…).
A Vicovaro, sotto il convento di San Cosimato ci sono i resti di ben quattro acquedotti romani che in quel tratto non sono su archi, ma vanno sottoterra (come fanno per l’80% del loro percorso).
Acquedotti che abbiamo esplorato a lungo: chilometri di cunicoli larghi 80 centimetri e alti intorno a 1 e 60- 1 e 80.
E dentro, insieme a detriti, pipistrelli e vegetali fossili, le espressioni più basse dell’animo umano: nomi, date, organi genitali di ogni forma, espressioni un tantino indecenti. Niente di diverso da quello che si vede nei bagni delle scuole.
"Che c’è di tanto interessante?", direte.
Le date: perché sono graffiti che si succedono ininterrottamente negli ultimi 3-4 secoli.
E se un "Mario Rossi, II reggimento bersaglieri, 1902" fa tenerezza, la parola "cazzo" scritta con quelle zeta svolazzanti che neanche alle elementari ci insegnano più sfiora il sublime…
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